Dal 17 Novembre all’1 Dicembre 2013 espongono

Del Sarto Almo, Finotti Gabriele, Geppetti Marcella Grazia, Lanzoni Valentina,

Pirazzoli Federica e Sacchi Franca.

RECENSIONE

Nella collettiva d’arte allestita dalla galleria “La Spadarina” di Rosario Scrivano fino al 1° dicembre 2013 esporranno i pittori Almo Del Sarto, Valentina Lanzoni, Federica Pirazzoli e Franca Sacchi e la scultrice Marcella Grazia Geppetti.

Del Sarto di Massa è un mago del disegno, un profondo conoscitore delle tecniche espressive. Nella sua lunga carriera ha attraversato tutti i campi, figurativo in particolare. Tratto sicuro, mano veloce, intuito micidiale nell’abbozzare situazioni caratteristiche e spesso ammiccanti. Nell’ultima produzione si è concentrato su Venezia, su vedute della laguna, tema caro prima ai vedutisti veneti e italiani e poi a quelli stranieri, quindi contaminazione fruttuosa. Perché queste opere? Del Sarto non doveva, non deve dimostrare niente e tanto meno competere con qualcuno. E’ solo la passione per l’arte, la pittura di genere in questo caso ma è un approccio unico, romantico, sublime. Le vivide figure in primo piano riflettono gloriose tradizioni, assecondano e giustificano la quintessenza della pittura. Lezione di tecnica, di stile e di intuito.

Le opere di Lanzoni di Bologna hanno un fascino ineffabile e, proprio per questo, superano in un lampo il tratto accademico per proiettarsi in un mondo fumettistico, retro, quasi un clima da Belle Epoque. I perentori primi piani di elementi anatomici e i corpi di ballerini denunciano la capacità di selezionare e contrapporre i colori ma anche una notevole potenza ed efficacia descrittiva.

I fiori di Pirazzoli –di Ravenna – sono un omaggio alla storia dell’arte, alla natura ma anche alla pittura contemporanea. Nei suoi esuberanti cromatismi c’è l’eredità dei gloriosi fioranti romani del ‘600-‘700 ma anche la forza espressiva dei bodegones spagnoli. Non dimentichiamo che Georgia O’Keeffe (1887-1986), grande pittrice americana, ha sempre proposto elementi floreali.

La livornese Geppetti sente la ceramica raku come occasione e momento per fondere un materiale ostico e tentare di raggiungere un assoluto, relativo e contingente magari, però di grandi ambizioni figurative e strutturali. La solidità del raku ben si accompagna a forte simbolismo, a dimensione mitica e/o sacra ma anche ad allegorie astrologiche. Geppetti varia anche, produce opere di immediata leggibilità legate al figurativo o a situazioni amene (Tovaglietta).

Infine la milanese Sacchi – anche esperta musicista nonché affermata ballerina – ribadisce più che mai la circolarità delle arti. Per lei la pittura è minimalismo, assoluta delicatezza, una sola velatura di colore – molto spesso dorato per sottolineare l’unicità dell’esperienza etica e conoscitiva dell’artista ma anche del suo pubblico – contiene numeroso informazioni. Qui la bidimensionalità estrema esalta ancora di più l’individualità del/dei soggetti, diventa un’impalpabile pellicola fra percezione dell’artista e realtà esterna.

              Fabio Bianchi